Chi è la Santa Muerte

santa muerte
Una raffigurazione della Madre

Cresce sempre di più in America  Latina e in nuovi movimenti religiosi l’attrazione, la  diffusione la devozione per una santa non canonica che dal Messico si sta estendendo al mondo intero attraverso le comunità di migranti: la LA SANTA MUERTE. Secondo gli ultimi studi gli adepti ad oggi, sarebbero circa cinque milioni.

La Santa Muerte è rappresentata come uno scheletro vestito di una tunica. Partendo da questi due elementi di base si può presentare con gli attributi e gli oggetti più disparati. I colori del vestito variano e si riferiscono a diversi poteri di cui si pensa sia dotata la SANTA; ad esempio: il nero indica protezione dai pericoli, il verde indennità nei problemi legali, il giallo aiuto con le questioni di denaro, il rosso è usato per questioni d’amore; e c’è anche una versione policroma, con sette colori, con sette poteri. Spessissimo tiene in mano una falce e regge il globo terracqueo, ma è rappresentata anche in altri modi come: con una bilancia, accompagnata da un gufo, alata, con una clessidra, con arco e frecce ecc. Camminando per le strade messicane la “Santa” si può incontrare spesso in diversissime forme. Potrai ammirarla come statua o statuetta collocata in un altare, ma anche come murale e come tatuaggio o un preziosissimo gioiello. I fedeli si rivolgono a Lei con affettuosi appellativi e vezzeggiativi, come la Flaquita (traduzione magrolina) oppure la Niña Blanca (la bambina bianca). Le vengono offerte torte di una bontà e grandezza infinite, frutta, candele votive riportanti la sua stessa figura, e nei colori corrispondenti ai poteri, sigarette, sigari, bottiglie di alcolici, che letteralmente si accumulano davanti alle sue immagini. Lei è molto miracolosa, alcuni hanno la sua immagine tatuata in questo modo, oltre a manifestare a tutti la loro devozione è anche un modo di ingraziarsela e ringraziarla per la sua costante protezione.

L’origine di questa devozione è molto controversa, c’è chi sostienere che si tratta della sopravvivenza di un culto per una divinità precolombiana della morte, ma sinceramente occorrerebbe dimostrare una continuità, sfortunatamente la ricostruzione storica si ferma al diciottesimo secolo con l’incerta attestazione dell’adorazione di alcune figure scheletriche. La devozione per la SANTA non coincide con la celebrazione del tipico Día de los Muertosmessicano, e la sua immagine non deve essere confusa con quella della Calavera Catrina, lo scheletro in abiti femminili con cui l’incisore José Guadalupe Posada (1852-1913) caricaturizzava la borghesia. La chiesa cattolica è contro questa divinità , anzi per dirla tutta la condanna, asserendo che è un controsenso teologico. Ma i fedeli, che spesso vivono la propria fede in questa santa non canonica come integrata a quella cristiana e non opposta ad essa, ribattono che la morte è potentissima perché appunto nemmeno Cristo le poté sfuggire. Gli studiosi sono in dubbio riguardo alle sue origini, ma concordano sul suo successo rispetto alla sua funzione sociale. La Niña Blanca non è considerata solamente come la “santa dei narcos,” i signori della droga che di fatto controllano ampi settori del Paese, ma piuttosto della povera gente, degli abbandonati, degli ultimi, e in generale di chiunque si senta precario e insicuro nella difficilissima società messicana:come anche i carcerati, i venditori, le casalinghe, i disoccupati, LEI non fa distinzione, ma la sua devozione si sta estendendo anche tra persone facoltose, politici e gente del mondo dello spettacolo. 

santa muerta
Altra raffigurazione

La SANTA non è una figura a cui chiedere la morte di qualcuno ma al contrario si chiede protezione, o un favore, un’intercessione, come il ritorno di una persona amata. Per semplificare diciamo che la morte equivale alla giustizia assoluta perché non fa distinzioni sociali, la morte personificata e santificata ha il potere di evitare o rimandare la tua morte specifica, o, se proprio è suonata la tua ora, ti concede di andartene in modo indolore, rapido, senza terrore.

La devozione ancora non è ben strutturata né tantomeno ha una teologia ufficiale, possiamo descriverla come “raggrumata” attorno a numerosissimi altari, il primo dei quali fu quello di Tepito, noto quartiere popolare molto poco sicuro, di Città del Messico, dove una devota, Enriqueta Romero Romero, nel 2000, per la prima volta  decise di esporre una statua della SANTA fuori dalla sua abitazione, questo gesto portò una serie di fedeli a venerarla. Quando a Tepito arriva il momento della sfilata, centinaia di persone con braccia, petti e gambe tatuati, teste rasate, cicatrici, medaglie d’oro al collo col teschio, trasportano la statua della SANTA sfilando in un mare di migliaia di devoti che urlano, cantano, piangono, liberi di esercitare un culto che Chiesa e Stato rifiutano, etichettandolo come pagano.

Durante la cerimonia, alcuni dei partecipanti spruzzano nell’aria profumi perchè aiutano a diffondere positività. 

Una delle tante “preghiere” a Lei dedicate nel Santuario

“A mi Nina Blanca”

Llegaste a mi vida y la llenaste de fe,

al principio tuve miedo,

pero luego comprendì que tù haces mucho bien.

Gracias te doy mi Nina Blanca,

por todas las bendiciones que le has otorgado

a esta devote tuya que quiere estar a tu lado,

porche tù eres esa luz que faltaba en mi camino.
Santissima Muerte, gracias por estar conmigo,
por cuidarme y protegerme.
Mi fe està contigo.


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Quindi sei libera di crederci o meno io fin da piccola sono sempre stata affascinata da la questa misteriosa “SANTA” e credo che nella vita sia di grande conforto credere che nell’essere umano ci sia nello stesso tempo l’antidoto per ‘andare oltre’ e scavalcare l’ineluttabilità della morte e per continuare ad esistere, nella consapevolezza che le perdite subite in vita saranno recuperate nell’al di là. Per ogni persona esiste dunque una metà complementare, e quindi il doppio vita/morte sono indissolubili, perchè se i defunti continuano rimanere vivi nella memoria e negli atti di chi rimane, vale dunque anche il contrario, e cioè che i vivi non smettono mai di agire sui defunti, sui loro resti, sulle loro effigie: “La Pelona è la signora che ci accompagna in ogni momento della nostra vita, è la “madrecita” di tutti noi, la veneriamo e la santifichiamo affinché anche lei possa essere clemente con noi e con i nostri cari che non sono più tra noi. La Santa Muerte si manifesta, ti sta vicino , ti aiuta e ti ascolta, ma è anche vero che lei ha bisogno di te delle tue attenzioni e della tua venerazione, non bisogna mai deluderla perchè comunque vada lei ti è accanto”, Ricorda sempre non temere la morte perchè essa  si nutre con lo spirito dei vivi.

RICORDA 

tenemos dos vidas, la segunada comineza cuando nos damos cuenta de que sòlo tenemos una

Abbiamo due vite, la seconda inizia quando ci accorgiamo di averne una sola!

Buena Suerte

Camila